Email Marketing: tutto quello che avreste voluto sapere

L’ingresso nel mondo dell’email marketing può, alle volte, regalare brutte sorprese. È normale sentirsi in qualche modo impreparati di fronte a concetti particolari, ma molto spesso dati per scontati, come la differenza tra hard bounce e soft bounce, o tra un CTR buono e uno cattivo. Nessuno nasce imparato; tuttavia, spesso ci si sente in imbarazzo a porre una serie infinita di domande e si finisce quindi per ignorare delle nozioni basiche. Il post di oggi è appunto dedicato a tutto quello che avreste voluto sapere sull’email marketing, ma non avete mai osato chiedere.

1) Dovrei comprare una lista per far partire una campagna di EM?

No, non dovreste mail comprare degli elenchi. Sebbene quelle persone abbiano deciso di registrarsi a una determinata lista di contatti, ciò non significa che desiderino ricevere notizie da voi; non vi conoscono e non apriranno certo i vostri messaggi. Inoltre, tale politica influenzerebbe negativamente le statistiche di consegna e apertura delle mail della vostra campagna.

2) Allora come posso far crescere il mio database?

In modo organico; cioè dovete fare in modo che siano le persone a registrarsi alla vostra lista per ricevere notizie dalla vostra azienda. Il metodo più semplice per raggiungere tale obiettivo è la creazione di un’offerta (contenuti o prodotti) a cui accedere mediante l’invio dei propri dati di contatto.

3) Come funziona la newsletter?

Esistono svariati tipi di email, la newsletter è generalmente un’email di promozione di diversi contenuti dedicati a un argomento specifico, il cui obiettivo è chiaramente spingere il destinatario a visionare tali contenuti.

In realtà, la newsletter nella sua concezione classica non è così fondamentale. A seconda dell’attività dell’azienda e della tipologia dei suoi clienti/lead, dei contenuti specifici e ritagliati su misura (in base alla fase di avanzamento all’interno dell’imbuto del marketing) potrebbero essere più efficaci. Valutate dunque la possibilità di dedicare del tempo alla segmentazione della vostra lista in diverse categorie a cui inviare dei messaggi personalizzati e progettati per spingerli a proseguire all’interno dell’imbuto.

4) Con quale frequenza dovrei mandare le email?

Dipende, magari create molto contenuto che condividete ogni mattina con la vostra lista e questa adora la vostra presenza quotidiana; magari invece vuole essere contattata non più di una volta al mese. Il punto è che la frequenza di invio deve adattarsi alle aspettative del pubblico, le quali possono essere svelate solo attraverso la ripetizione di test.

5) Come faccio a essere sicuro di non finire tra la spam?

Il modo migliore per stare lontani dalla cartella spam è rivolgersi a una lista di contatti che avete raccolto personalmente, non comprati ecc. Dovreste anche assicurarvi che il nome del mittente sia riconoscibile, che le modalità di cancellazione dalla lista siano semplici, che il contenuto dei messaggi sia coerente con il segmento di utenti corrispondente e che le email non vengano inviate troppo frequentemente.

6) Cos’è il tasso di apertura? E il CTR?

Il tasso di apertura e il CTR sono i parametri di riferimento più comunemente utilizzati per misurare il successo di una campagna di email marketing. Banalmente, il tasso di apertura è la percentuale dei destinatari che ha aperto il vostro messaggio; mentre, il CTR (click-through rate) è la percentuale di utenti che ha cliccato su un link presente nell’email.

Ad ogni modo, non sono gli unici due dati di cui tenere conto; ne esistono altri che dipendono dall’obiettivo finale della campagna. State tentanto di generare nuovi lead? Volete che qualcuno scarichi una demo? O che compri un prodotto?

7) Qual è la differenza tra hard e soft bounce?

Quando un’email rimbalza, significa che non è stata consegnata all’indirizzo di destinazione. Il termine hard bounce indica che la ragione del rimbalzo è di tipo permanente, per esempio l’indirizzo può essere falso o inesistente o, ancora, bloccato. Al contrario, per soft bounce si intende la mancata consegna per via di un problema temporaneo (mailbox piena o servizio non disponibile, ecc.). Se volete mantenere il database in buona salute, ricordatevi di eliminare tutti gli hard bounce presenti e tenete d’occhio i soft bounce.